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mercoledì 22 luglio 2015
Umeboshi
L'umeboshi è una particolare prugna secca salata molo usata come condimento dai giapponesi.
Per un occidentale il primo assaggio può risultare impegnativo, in quanto il sapore che la caratterizza è un mix potente di acido e salato, che lasciano il palato un bel pò sotto shock! Se non amate i gusti forti preparatevi psicologicamente....
Tradizionalmente in Giappone è considerata un potente medicinale, tonificante del corpo e dell'apparato digerente e viene usato spesso anche come soluzione ai postumi della sbornia, in quanto supporta le funzioni epatiche e aiuta il fegato ad elaborare l’alcol ingerito.
Essendo estremamente alcalino aiuta i processi digestivi, elimina le tossine e stimola l'appetito. Oltre a questo viene considerato utile per curare un pò tutti i mali, dal raffreddore alla costipazione in quanto possiede anche proprietà antibiotiche e antisettiche. Inoltre le donne incinte lo utilizzano per attenuare la nausea gravidica.
In cucina si trova molto spesso al centro di una bella ciotola di riso bollito, nella tipica colazione o pranzo giapponese.
Si usa spesso anche per insaporire le zuppe al posto del sale, oppure come rimedio disintossicante si lascia un umeboshi a mollo nel tè verde caldo e lo si beve mangiandosi la prugna alla fine.
Io la uso anche per insaporire le insalate, ed essendo un amante dei gusti salati la gradisco molto, ma c'è chi proprio non riesce a mangiarla... una mia amica giapponese mi ha spiegato che chi le mangia con gusto significa che ha il fegato pulito e funzionante, mentre chi ha il fegato intossicato non riuscirà a sopportarle; ora, non so se questa leggenda metropolitana abbia un fondamento scientifico o se si tratti solo di detti tradizionali, ma tant'è.
Oltre che nella cucina tradizionale giapponese, è un frutto che viene molto usato anche in macrobiotica (le cui origini sono appunto giapponesi); un libro che consiglio, se si è interessati alla macrobiotica e che tratta diffusamente dell'umeboshi è "Il libro dei rimedi macrobiotici" di Michio Kushi, libro molto interessante su come utilizzare i cibi come medicine naturali.
Oltre alle prugne in vasetto si puo trovare anche la polvere di ume, sotto forma di palline o di polverina, adatta a chi fatica ad abituarsi al sapore della prugna nuda e cruda.
mercoledì 11 maggio 2011
Le Alghe
Le alghe sono delle vere e proprie verdure di mare, e anche qualcosa di più: possiedono infatti straordinarie proprietà nutritive, legate alla presenza in esse di proteine, sali minerali e vitamine, che le rendono un preziosissimo sostituto di carne e latticini (quindi fondamentali nelle diete vegetariane e vegane!).
Contengono oligoelementi e minerali tra cui iodio, magnesio, potassio, calcio, manganese, ferro, fosforo , zolfo, ed altri; e vitamine in alta proporzione (A, B1, B2, B3, B6, B12, C, D, E, F, K, PP). Inoltre forniscono proteine con aminoacidi pregiati, clorofilla, amidi e perfino sostanze che svolgono attività antibiotica nell'organismo.
In Giappone sono utilizzate principalmente in ambito culinario, è necessario quindi imparare a distinguerne i vari tipi:
WAKAME: è un alga dal delicato aroma, ed è estremamente versatile, ovvero a si può usare in un infinità di ricette, dalle insalate alle zuppe, è ricca di calcio e contiene alte quantità di vitamine del gruppo B e di vitamina C.
KOMBU: ha un sapore dolciastro ed i giapponesi la usano principalmente perché ha la particolare capacità di esaltare il gusto dei vari cibi a cui viene abbinata. Si usa particolarmente nella cottura dei legumi, del riso (da cui viene eliminata a fine cottura) dei brodi e delle minestre. Contiene acido alginico ( che ha la proprietà di formare una barriera fisica al reflusso gastroesofageo, e di curare la gastrite) e di iodio. La kombu quindi agisce come depurativo dell'intestino ed inoltre mantiene equilibrata la pressione arteriosa.
NORI: croccante e gradevole, è ricca di proteine e di vitamine, in particolare la A. Riduce il tasso di colesterolo nel sangue e contribuisce a sciogliere i depositi di grasso.
In cucina viene usata molto spesso tostata in fogli, per avvolgere i maki, tagliuzzata come topping di vari piatti, o anche semplicemente da sgranocchiare.
HIJIKI: è un'alga dal sapore agrodolce molto particolare, ed è un vero tesoro di riserve minerale che la natura ci offre, principalmente di ferro e calcio. Vengono saltate in padella o stufate nel dashi assieme alle verdure.
ARAME: dal sapore più delicato delle altre, si usano spesso come contorno; ricche di iodio e calcio, vengono considerate un toccasana per la cura dei disturbi riproduttivi femminili e uno stimolante sessuale.
DULSE: è un alga piccante, usata spesso come condimento, con zuppe e cereali. Contiene ferro, magnesio, potassio, iodio e fosforo.
Mangiate tante alghe, mi raccomando!! So che purtroppo in questo periodo, molti di voi preferiranno evitare di comprare prodotti a rischio radioattività come le alghe, ma facendone scorta in molti negozi e siti vi sono ancora alghe prodotte prima dell'11 marzo 2011. Inoltre molte di queste alghe possono anche essere di provenienza bretone, dunque innocue.
lunedì 9 maggio 2011
La Soia
Originaria della Manciuria, la soia è sempre stato uno dei pilastri della alimentazione dell'estremo Oriente. Vi sono differenti varietà: la soia gialla (da cui deriva il tofu), la soia verde (da cui si ottengono i germogli di soia), rossa (ovvero gli azuki, o fagioli rossi) e nera.La soia è un legume e di conseguenza contiene proteine, oltre che vitamine, minerali, grassi e zuccheri; ma a differenza degli altri legumi possiede delle peculiarità che la rendono un cibo particolarmente salutare. Infatti contiene molte più proteine degli altri legumi (circa il 40%), ed una quantità maggiore di grassi, ma per il 90% insaturi, che riducono il colesterolo e proteggono dall'arteriosclerosi. Le proteine della soia contengono tutti gli 8 aminoacidi essenziali per l'organismo umano, ovvero quelli che il nostro corpo non è in grado di sintetizzare e che quindi devono essere introdotti per via alimentare (leucina, isoleucina, fenilalanina, lisina, metionina, treonina, triptofano e valina). Oltre a questo, la soia contiene anche moltissime fibre, e direi che noi tutti ne conosciamo l'importanza!
Tutte queste qualità ne fanno un alimento prezioso che, nelle sue molteplici forme non dovrebbe mai mancare sulle nostre tavole.
Se si consuma soia sotto forma di fagioli, dopo averli lavati, devono essere lasciati ammollo nell'acqua fredda: i fagioli gialli e verdi fino a 8 ore, mentre gli azuki addirittura 24.
Si cuociono a fuoco lento, coprendo la pentola, dopo aver portato ad ebollizione secondo il grado di cottura desiderato (io di solito li assaggio ogni tanto). Il sale va sempre aggiunto a fine cottura, se no li indurisce.
venerdì 1 aprile 2011
Salse
Le salse, nell'universo gastronomico giapponese, la fanno da padrone. Ho pensato di illustrare qui di seguito la preparazione di quelle più utilizzate, anche perché essendo di difficile reperibilità in Italia, anche nei supermercati asiatici, è più conveniente farsele da sé.
Salsa Teriyaki:
(per carne e pesce)
Questa salsa è di semplice preparazione ed e molto usata soprattutto con la carne ed il pesce. Viene usata sia per marinare gli ingredienti (solitamente 10/20 minuti) che nella cottura vera e propria. Squisita con il salmone alla piastra, gli spiedini di gamberi e il petto di pollo. Io la uso spesso per dare un tocco di carattere ai piatti più semplici.
125 ml di salsa di soia
2 cucchiai di mirin
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaio di sakè
Porre tutti gli ingredienti in un pentolino, portare ad ebollizione e bollire a fuoco medio fino a che lo zucchero si sia sciolto del tutto. Si può utilizzare subito o conservare in frigorifero.
Io la utilizzo semplicemente, ed esempio con il petto di pollo. Lo metto a marinare nella salsa 10/15 minuti e poi lo cuocio alla piastra o in padella spennellandolo di tanto in tanto. Buonissimo!
Salsa Amazu
(per verdure e pesce)
½ tazza di aceto di riso
2 cucchiai di zucchero
½ cucchiaino di mirin
Ponete tutti gli ingredienti in un pentolino sul fuoco e vescolate fino a far sciogliere lo zucchero. Lasciate raffreddare. Perfetta per insalate di pesce ed alghe, cetrioli ed altre verdure fresche. Si può conservare a lungo in frigo.
Salsa Godamare
(per shabu shabu)
80 g di semi di sesamo tostati
½ tazza di brodo dashi
4 cucchiai di salsa di soia
3 cucchiai di sakè
2 cucchiaini di zucchero
1 spicchio d'aglio grattugiato (facoltativo)
Frullare tutti gli ingredienti fino ad ottenere una salsa cremosa e profumata.
Si usa per intingervi la carne e le verdure cotte nel pentolone per lo shabu shabu.
Salsa Ponzu
(per shabu shabu)
250ml di brodo dashi
170ml di salsa di soia
il succo di 2 limoni spremuti
Mescolate tutti gli ingredienti.
Salsa Tenjiru
(per tempura e fritti)
1 cucchiaio di salsa di soia
1 cucchiaio di mirin
3 cucchiai di acqua
1 cucchiaio di katsuobushi (fiocchi di bonito)
Mescolare tutti gli ingredienti in un pentolino e portare a bollore, spegnere e colare.
Va servito tiepido e vi si intingono i fritti.
Salsa Tsukejiru
(per soba e udon)
5 cucchiai di salsa di soia
3 cucchiai di mirin
½ tazza d'acqua
10 g di katsuobushi (facoltativo)
Mescolare gli ingredienti e servire fresco. Viene usato per intingere la soba o l'udon freddi. Vi si può sciogliere un po' di wasabi.
Salsa Sumiso
(verdure cotte e pesce)
3 cucchiai di miso bianco
1 cucchiaio di zucchero
1e ½ cucchiaio di aceto di riso.
Mescolate insieme il miso e lo zucchero amalgamando bene. Aggiungete l'aceto e condite il piatto.
giovedì 4 novembre 2010
Il sakè
La più popolare bevanda alcolica del Giappone è il sakè. Viene chiamato “vino di riso”, ma non si tratta propriamente di un vino, né tanto meno di un liquore. Il sakè si ottiene dalla fermentazione di riso bollito e acqua, e attraverso successive raffinazioni. La gradazione media è intorno ai 15°/18° ed è un liquido trasparente o di un giallo molto chiaro; il profumo è caratteristico e deciso ed il suo sapore acidulo, con una nota dolce sul finale, lo rende ottimo in ogni occasione.Idealmente andrebbe consumato alla temperatura media del corpo umano, ma più spesso viene scaldato a bagnomaria e servito in una piccola graziosa caraffina detta tokkuri, e poi versato in piccole tazzine molto raffinate dette sakazuki o choko.
Può accompagnare tutte le portate del tipico pranzo giapponese, oppure essere gustato come aperitivo o a fine pasto.
Esistono due tipi di sakè:
amakuchi: di sapore più dolce
karakuchi: di gusto più secco
Vi sono inoltre, come per il vino, moltissime qualità e marche di sakè, dal meno caro, usato più spesso per la cucina, a quello raffinatissimo di alta qualità.
Il sakè non si lascia invecchiare e va consumato entro un anno; va conservato in un luogo fresco e buio, ed un bottiglia aperta va consumata entro pochi mesi.
In Giappone lo si può gustare dappertutto, ma esistono anche luoghi specifici per assaggiarne le varietà: nei nomiya (da nomimono = bevanda e ya = negozio, locale) lo si può gustare accompagnato da stuzzichini, seduti in una rilassante atmosfera intima, insieme agli amici; i giapponesi adorano questo tipo di intrattenimento e non è raro vederli la sera, dopo il lavoro uscire da un locale barcollanti e allegri. C'è da dire che, a causa di una carenza di origine genetica, in più del 50% della popolazione nipponica (anche coreana e cinese) manca l'enzima aldeide-deidrogenasi, la cui presenza serve per metabolizzare l'alcool ingerito; per questo motivo che al primo bicchiere di vino o birra i sintomi dell'ubriachezza sono già evidenti. Questo fatto non è del tutto negativo, perchè provoca un basso consumo d'alcool e di conseguenza le malattie al fegato e l'alcolismo sono rarissime in Giappone.
Noi italiani, bevitori resistenti abituati come siamo a pasteggiare con vini robusti e birra, a gustare grappe e liquori, in Giappone, ve lo garantisco per esperienza, non ci ubriacheremo mai...! Quando uscivo a bere con gli amici, a Tokyo, ci ho provato più di una volta a prendermi un ciucca....niente da fare: tutti si ubriacavano subito con due birre (peraltro leggerissime) e io restavo sobria e incredula...*__* La cosa che più mi è mancata dell'Italia, infatti, oltre alla pizza, era proprio un buon bicchiere di vino!!!!
Il sakè si utilizza anche per cucinare, serve per ammorbidire i cibi ed attenuarne l'aroma troppo forte (spesso infatti si usa per marinare pesce o carne).
Per prepararlo nel modo migliore va versato nel tokkuri e scaldato a bagnomaria in una pentola sul fuoco, senza superare i 50°.
L'etichetta esige che , quando si è insieme ad altri, si debba sempre versare il sakè agli altri, ma mai a sé stessi, e gli altri ricambieranno la cortesia.
Ho trovato un bel proverbio sul sakè:
Ippai wa ito sake o nomi, nihai wa sake sake o nomi, sanbai wa sake hito o nomu.
Un bicchiere: l'uomo beve il sakè. Due bicchieri: il sakè beve il sakè. Tre bicchieri: il sakè beve l'uomo.”
Beh, non mi resta che aggiungere...kampai!
venerdì 22 ottobre 2010
Tè verde (Ocha)
Il tè verde usato in Giappone differisce da quello indiano e cinese, che sono rispettivamente fermentato e semifrementato. Hanno infatti un colore bruno; pur essendo fatto con le foglie della stessa pianta, il tè verde non è fermentato (per questo mantiene il colore delle foglie), è amarognolo e molto dissetante e si beve senza aggiunta di nessun dolcificante. Imparare ad amarne il sapore, non è un'impresa facile per gli occidentali, che spesso lo rifiutano criticandone il sapore “erboso”, sapore che in realtà è molto raffinato e ricco di sfumature, e va conosciuto e amato con l'esperienza, un po' come si fa per il vino.In Giappone si beve da almeno 12 secoli, e si dice che ad importarlo dalla Cina fu un monaco buddista. I monaci lo utilizzavano come medicinale ed infatti il fatto che faccia bene alla salute è appurato anche ai giorni nostri. Attendibili studi scientifici portano all'attenzione di tutti le inumerevoli proprietà curative di questa bevanda: aiuta a prevenire l'aterosclerosi, è digestivo, stimolante biliare, aumenta la concentrazione e riduce il senso di affaticamento, riduce il tasso di colesterolo nel sangue e l'ipertensione, è anticarie, riduce l'assorbimento dei grassi, alleggerisce gli effetti negativi del fumo, rafforza il sistema immunitario e assicura un buon funzionamento del sistema cardiovascolare, del fegato e dei reni.
Contiene catechina, ovvero un potente flavonoide antiossidante, che agisce sugli enzimi, e molti studi hanno evidenziato che esiste un rapporto di proporzionalità tra il consumo di tè verde e l'insorgenza dei tumori: pare infatti che il Giappone sia uno dei paesi con minor incidenza di questa malattia, proprio grazie all'assunzione giornaliera di litri di tè verde. Probabilmente la loro salute e la loro longevità (ed anche la loro linea!!!^^) dipende anche da altri fattori oltre a questo, ovvero l'alimentazione ricca di pesce, alghe, riso e verdure.
Proseguendo nel narrarne le tante virtù, c'è da dire che ha anche un effetto velocizzante sul metabolismo, di conseguenza è dimagrante, anche se per vederne gli effetti bisognerebbe berne almeno un litro al giorno.
Sembra che due tazze al giorno aiuterebbero a prevenire parkinson e alzheimer, perchè berlo spesso sarebbe una specie elisir di giovinezza per il cervello, infatti le percentuali di demenza senile in Giappone, sono particolarmente basse.
Esistono diversi tipi di tè verde:
Gyokuro: tè della migliore qualità, di sapore molto delicato, bevuto principalmente per goderne la fragranza.
Matcha:le foglie, che crescono all'ombra, vengono cotte al vapore, asciugate e ridotte in polvere finissima. È usato nella cerimonia del tè ed è un aroma per i gelati e altri dolciumi.
Sencha: è il più diffuso perché destinato al consumo giornaliero; le foglie sono esposte direttamente alla luce del sole.
Bancha: costituito dalle parti più robuste della pianta che vengono leggermente tostate e quindi il suo colore appare più scuro, tendente al rosso, ed il suo sapore è più deciso e affumicato.
Genmaicha:derivato dal Bancha o dal Sencha, misto a riso o grano soffiato; alcuni produttori aggiungono anche un pizzico di Matcha. Ha un aroma lievemente di orzo tostato; ottimo abbinato al cioccolato.
Queste principali categorie hanno molte varianti, che non vi starò a descrivere qui; ma il consiglio che vi do è di non fidarvi troppo di tè verdi prodotti in Italia, da marche italiane, che spesso vengono venduti come tali ma sono tutt'altro...un esempio su tutti: il terrificante tè verde freddo in bottiglia che alcune marche vendono zuccherato...bleah!! Oltre ad essere una schifezza è anche un sacrilegio!!! Compratelo invece nei supermercati asiatici o online, se volete essere sicuri di non sbagliare. E attenti a non scambiarlo per il tè verde cinese: essendo semifermentato perde alcune caratteristiche benefiche, ma è comunque piuttosto gradevole.
D'inverno è delizioso gustato caldo, ma d'estate lo preferisco freddo; in Giappone viene venduto freddo nei distributori di bevande, ma anche qui in Italia ce lo possiamo fare: basta mettere una bustina di tè sencha dentro ad una bottiglia d'acqua minerale, scuoterla e metterla in frigo; dopo un paio d'ore sarà un'ottima e salutare bevanda rinfrescante! Io mi sono abituata a berlo così anche in tavola, al posto dell'acqua. Voglio mantenermi in salute!! ^__^
Servite il tè verde in una teiera di terracotta, porcellana, ceramica o ghisa, in tazze speciali senza manico. Mentre l'acqua si scalda mettete le foglioline di tè nella teiera; la quantità si impara col tempo , anche perchè dipende dalla qualità del tè. Poco prima che l'acqua raggiunga il bollore, va versata sul tè, la si lascia in infusione qualche minuto e poi si versa. Le foglie si saranno gonfiate e qualcuna si insinuerà nella tazza: non preoccupatevi, va bene così. Anzi, è segno di buon augurio se nella tazza galleggia verticalmente un gambo di tè!!
venerdì 15 ottobre 2010
Il Miso
Ci sono infinite varietà di miso, diverse nel sapore e nel colore, dalla zona di produzione e da ciò che contengono,ovvero gli ingredienti che vengono usati nella fermentazione.
Questi sono i 2 più noti, ma in realtà ne esistono infinite varietà:
Aka miso: miso rosso, di colore bruno in realtà e dal sapore deciso.
Shiro miso: miso bianco, il vero colore è giallo oro, ed ha un sapore più delicato.
Il miso è ottimo nelle diete di coloro che devono limitare l'ingestione di sale e in quelle dimagranti; contiene vitamina B12, aiuta la digestione e l'assimilazione dei cibi. Gli enzimi che contiene, aiutano a trasformare meglio le proteine, i carboidrati e i grassi in molecole più semplici in modo che l'organismo le assimili meglio, ma questi enzimi si disintegrano se vengono esposti ad una temperatura superiore a 50°. quindi, per questo motivo, quando si cucina il miso, non deve mai essere sciolto nell'acqua bollente, né cotto troppo a lungo, altrimenti perde le sue proprietà. Nelle minestre va aggiunto alla fine della preparazione a fuoco spento da un po'.
Io adoro la zuppa di miso, soprattutto nelle fredde mattine d'inverno, come colazione leggera ma energica ^^.
Nei supermercati asiatici le vendono anche già pronte a porzioni, sono molto comode se si ha fretta, ma francamente io preferisco di gran lunga prepararmela da me, con il miso fresco e gli ingredienti che più mi aggradano in quel momento. Solitamente in Giappone si mangia al mattino la zuppa preparata con il miso bianco e alla sera quella con il miso rosso. Io però su consiglio di un'amica ho provato a mischiarli e devo dire che lo preferisco, il sapore è più intenso e con più sfaccettature.
Vi do la ricetta della mia zuppa di miso, quella che mi pappo quasi ogni giorno.
Zuppa di miso con wakame e tofu.
Igredienti:
(2 persone)
2 bicchieri e mezzo d'acqua.
1 cucchiaino di dashi granulare
1 cucchiaio di miso bianco (shiro miso)
1 cucchiaio di miso (aka miso)
4 o 5 cubetti di tofu di 1 cm di spessore
un po' di alge wakame essicate
1 cucchiaino di erba cipollina
Mettere l'acqua sul fuoco con il dashi granulare e mescolare per farlo sciogliere. Quando l'acqua bolle, aggiungere i cubetti di tofu e la wakame secca e far sobbollire per un paio di minuti. Dopo , aggiungere l'erba cipollina, e spegnere il fuoco. In una tazza a parte mettere i due cucchiai dei diversi tipi di miso e scioglierli con un po' d'acqua tiepida. Quando la pasta sarà densa e senza grumi, aggiungerla al brod. Mescolare e servire caldo.
Al posto dell'alga e tofu, si possono mettere anche altri ingredienti. Ecco alcuni abbinamenti altrettanto gustosi:
- Spinaci e tofu
- Cavolo cappuccio e tofu
- Wakame e germogli di soia
- Wakame e funghi shiitake
- Daikon e carote
- Porro e daikon
Mi sono abituata a mangiarla al mattino, perchè dà molta energia ma ti mantiene leggera. Quando ci si abitua al sapore del miso , dopo un po' non si può più farne a meno!!
martedì 5 ottobre 2010
Onsen tamago
Se amate le uova questo post è per voi!Quando ho scoperto che in Giappone la tecnica per fare le uova in camicia era diversa dalla nostra, sono impazzita di gioia! Adoro le uova cucinate in questo modo, ma la classica tecnica che vige qui di rompere l'uovo crudo nell'acqua bollente perché l'albume coaguli intorno al tuorlo e poi tirarlo su con un mestolo bucato prima che si cuocia anche il tuorlo, mi aveva sempre lasciata perplessa, anche per la complessità della tecnica e i conseguenti tentativi falliti...^^
Beh, la tecnica giapponese è molto più semplice!
Bisogna mettere le uova crude ancora nel guscio dentro ad una pentola di acciaio; poi versatevi sopra acqua bollente fino a coprirle completamente e lasciatele ammollo per 20 minuti coprendo la pentola con un coperchio, poi pescatele dalla pentola e immergetele nell'acqua ghiacciata per pochi secondi. Rompetele con delicatezza...ed ecco il nostro uovo in camicia!!
In Giappone vengono cotte in questo modo nell'acqua termale, infatti vengono chiamate Onsen tamago (hot springs eggs). Vicino a Tokyo, nella splendida provincia montana di Hakone, c'è un luogo pieno di fonti solforose vulcaniche che si chiama Owakudani; le uova cotte lì acquistano un particolarissimo sapore affumicato e il guscio diventa tutto nero(vedi foto)!! Lì le servono sia in camicia che sode...e sono buonissime!!
Vi ho parlato dell'uovo in camicia, perchè è molto usato come topping in molti piatti giapponesi: dalla soba in brodo, al gyudon, come tocco finale in un sacco di piatti.
lunedì 27 settembre 2010
Tofu!
Adoro il tofu! Scommetto che molti di voi si chiederanno...perchè? Infatti dalla maggior parte della gente , il tofu non è considerato particolarmente appetitoso, un po' per il suo sapore estremamente delicato e leggero , un po' per la consistenza spugnosa che lo contraddistingue. Anche io all'inizio la pensavo così...ora invece ne sono totalmente drogata!! Forse perchè questo “formaggio” (che non ha nulla del formaggio) ti conquista lentamente ma inesorabilmente, una volta che si cominciano a sperimentare tutte le diverse modalità di preparazione e a gustarne le diverse varietà.Ma andiamo per gradi: il tofu si divide principalmente in due diverse varietà.
Il momendofu è il tofu solido, con una consistenza spugnosa e generalmente utilizzato per essere fritto, grigliato o bollito. Essendo sodo è più semplice da maneggiare e da afferrare con i bastoncini.
Il kinogushi tofu, chiamato anche silken tofu ha invece una consistenza molto più simile ad un leggero budino, infatti trattiene una maggiore quantità d'acqua. É principamente usato per preparare dolci, oppure marinato o mischiato a verdure e carne.
Quest'ultimo tipo si tofu è quello che preferisco! Adoro mangiarlo per colazione, condito solo con una spruzzata di salsa di soia e del sesamo. Oppure è anche ottimo nella zuppa di miso
Ho notato che non si trova sovente nei normali supermercati, quindi io l'acquisto nei supermercati Naturasì; è della linea Taifun, della marca Demeter e lo vendono dentro ad una comoda vaschetta. Ve lo consiglio vivamente!
Nel prossimo post pubblicherò qualche ricetta in cui utilizzare questo tipo di tofu!
martedì 21 settembre 2010
Dove comprare gli ingredienti?
Oggi parliamo di reperibilità degli alimenti: chi si accinge ad intraprendere questo meraviglioso viaggio nella cucina del sol levante, dovrà scontrarsi volente o nolente con la realtà dei fatti, ovvero che non è così semplice reperire gli ingredienti e gli utensili richiesti in questo tipo di cucina.
Ma vi posso garantire che con una buona dose di volontà si può fare e dal canto mio cercherò di esservi d'aiuto come posso! ^__^
Dunque, se abitate in una città come Milano, Torino, Firenze, Roma, Napoli o Bologna siete tra i fortunati che non dovranno sbattersi troppo per fare la spesa di orientalerie...! Esistono diversi negozi specializzati in cui è possibile reperire praticamente tutto ciò che serve.
Eccovi la lunga lista:
Asian Food Products
Via Rosolino Pilo, 20
20129, MILANO
Daewon Alimentari Asiatici
Via Sondrio, 2
20124, MILANO
Kathay International Foodstores
Via Rosmini, 9-11
20154, MILANO
Poporoya
Via Eustachi, 17
20129, MILANO
Shokuji Tei
Piazza bande nere, 9
20146, MILANO
Asia Market
Corso Regina Margherita, 132
10152, TORINO
Tan Than
Via delle Orfane, 29
10122, TORINO
Yuzu-ya
Via santa Giulia, 32
10124, TORINO
Vivi Market
Via del Giglio, 20/r
20123, FIRENZE
Asia Market
Via S.Egidio, 5
50122, FIRENZE
Alimenti Orientali
Piazzale Gregorio VII, 25
00165, ROMA
Exotic Food
Via Napoleone III, 95
00185 ROMA
Oriental Store
Via Turati, 130
00185, ROMA
Pacific Trading
Via Principe Eugenio, 17
00185, ROMA
Xin Shi
Via Carlo Alberto, 10/b
00185, ROMA
Asian Foods
Via Correra, 147
80135, NAPOLI(ma vende solo cibo indiano !_!)
Asia Mach
via Mascarella, 81/a-b-c
40126, BOLOGNA
Essendo di Modena io mi servo da quest'ultimo; si tratta di un supermercato gestito da una famiglia cinese gentilissima, sono sempre disponibili a dare spiegazioni o a ordinare prodotti. Nel supermercato si trovano prodotti per tutti i tipi di cucina asiatica, e la sezione di cibi e alimenti giapponesi è molto fornita. Hanno anche un banco frigo e frutta fresca, dove io ad esempio compro il daikon fresco, lo zenzero o la spring onion.
Per i meno fortunati di voi che non abitano in queste citta, o vicino ad esse, il consiglio che posso dare è di cercare nei supermpercati o nei negozi i prodotti naturali, tipo la catena Naturasì. Qualcosa si trova, ad esempio, tofu, alghe e funghi, salsa di soia e umeboshi. Ma a che prezzi!!! >__<
Per i prodotti non reperibili altrimenti io utilizzo la vendita online: ci sono infatti molti siti che vendono questi prodotti, sia in italia che all'estero. Di seguito una lista di quelli di cui mi servo:
http://www.zenmarket.biz/
http://www.boingshopping.it/goto.php?id=12220304488010410024426c8
http://www.topnegozi.it/redirect--121109284979251196ab7a.html
http://www.japanesefoodshop.co.uk/
http://www.japancentre.com/items?category_id=77
http://www.mountfuji.co.uk/
Spero di esservi stata d'aiuto! ^__^
Ma vi posso garantire che con una buona dose di volontà si può fare e dal canto mio cercherò di esservi d'aiuto come posso! ^__^
Dunque, se abitate in una città come Milano, Torino, Firenze, Roma, Napoli o Bologna siete tra i fortunati che non dovranno sbattersi troppo per fare la spesa di orientalerie...! Esistono diversi negozi specializzati in cui è possibile reperire praticamente tutto ciò che serve.
Eccovi la lunga lista:
Asian Food Products
Via Rosolino Pilo, 20
20129, MILANO
Daewon Alimentari Asiatici
Via Sondrio, 2
20124, MILANO
Kathay International Foodstores
Via Rosmini, 9-11
20154, MILANO
Poporoya
Via Eustachi, 17
20129, MILANO
Shokuji Tei
Piazza bande nere, 9
20146, MILANO
Asia Market
Corso Regina Margherita, 132
10152, TORINO
Tan Than
Via delle Orfane, 29
10122, TORINO
Yuzu-ya
Via santa Giulia, 32
10124, TORINO
Vivi Market
Via del Giglio, 20/r
20123, FIRENZE
Asia Market
Via S.Egidio, 5
50122, FIRENZE
Alimenti Orientali
Piazzale Gregorio VII, 25
00165, ROMA
Exotic Food
Via Napoleone III, 95
00185 ROMA
Oriental Store
Via Turati, 130
00185, ROMA
Pacific Trading
Via Principe Eugenio, 17
00185, ROMA
Xin Shi
Via Carlo Alberto, 10/b
00185, ROMA
Asian Foods
Via Correra, 147
80135, NAPOLI(ma vende solo cibo indiano !_!)
Asia Mach
via Mascarella, 81/a-b-c
40126, BOLOGNA
Essendo di Modena io mi servo da quest'ultimo; si tratta di un supermercato gestito da una famiglia cinese gentilissima, sono sempre disponibili a dare spiegazioni o a ordinare prodotti. Nel supermercato si trovano prodotti per tutti i tipi di cucina asiatica, e la sezione di cibi e alimenti giapponesi è molto fornita. Hanno anche un banco frigo e frutta fresca, dove io ad esempio compro il daikon fresco, lo zenzero o la spring onion.
Per i meno fortunati di voi che non abitano in queste citta, o vicino ad esse, il consiglio che posso dare è di cercare nei supermpercati o nei negozi i prodotti naturali, tipo la catena Naturasì. Qualcosa si trova, ad esempio, tofu, alghe e funghi, salsa di soia e umeboshi. Ma a che prezzi!!! >__<
Per i prodotti non reperibili altrimenti io utilizzo la vendita online: ci sono infatti molti siti che vendono questi prodotti, sia in italia che all'estero. Di seguito una lista di quelli di cui mi servo:
http://www.zenmarket.biz/
http://www.boingshopping.it/goto.php?id=12220304488010410024426c8
http://www.topnegozi.it/redirect--121109284979251196ab7a.html
http://www.japanesefoodshop.co.uk/
http://www.japancentre.com/items?category_id=77
http://www.mountfuji.co.uk/
Spero di esservi stata d'aiuto! ^__^
lunedì 31 maggio 2010
Sanshō e shichimi tōgarashi
Il Sanshō (山椒) è una spezia di origine cinese, conosciuto anche come pepe Sichuan.Ha un sapore molto particolare, che non assomiglia per niente al pepe nero. È lievemente piccante e presenta un aroma di limone e lime. Io lo adoro, perchè dà a qualsiasi piatto un gusto veramente speciale! Soprattutto spolverato nel brodo della tempura soba!
Lo shichimi tōgarashi (七味唐辛子 ovvero peperoncino dai sette sapori) è un mix di diversi ingredienti, tra cui:
1 - peperoncino rosso
2 - scorza di mandarino
3 - semi di sesamo
4 - semi di papavero
5 - semi di canapa (o a seconda delle zone di produzione, zenzero)
6 - alga nori spezzettata
7 - pepe Sanshō
Nella cucina giapponese è fondamentale, soprattutto nella preparazione di zuppe, spolverata sugli yakitori, o inserita nel ripieno di carne di ravioli, nikuman e quant'altro. È meno piccante dl peperoncino rosso ma conferisce ugulamente un tocco deciso ai piatti. Inoltre è un ottimo digestivo.
lunedì 17 maggio 2010
Brodo Dashi
Il dashi (出汁, だし) è un leggero brodo di pesce ricavato dal tonnetto essiccato. Nella cucina giapponese esso è indispensabile, viene usato come base di molte minestre e come ingrediente liquido per insaporire quasi ogni piatto. In commercio lo si trova sottoforma di polvere da sciogliere in acqua. La quantità da sciogliere nell'acqua bollente, varia a seconda dela ricetta e del gusto: consiglierei di provare con diverse quantità fino a trovare il sapore giusto.
Io lo uso molto anche nelle preparazioni italiane, mettendone un pizzico qua e là anche senza scioglierlo, ad esempio nella frittata, o nelle polpette di carne...
Il concetto è che può essere utilizzato come un dado da brodo nostrano, in più è sicuramente più leggero e dietetico!
Io lo uso molto anche nelle preparazioni italiane, mettendone un pizzico qua e là anche senza scioglierlo, ad esempio nella frittata, o nelle polpette di carne...
Il concetto è che può essere utilizzato come un dado da brodo nostrano, in più è sicuramente più leggero e dietetico!
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